La chirurgia estetica è portata alla ribalta maggiormente dai purtroppo sempre meno rari episodi di cronaca nera piuttosto che dai moltissimi risultati eccellenti. Non bisogna però dimenticare che nella maggior parte dei casi questi tristi eventi sono generati da un insieme di fattori spesso colpevoli ed evitabili, e non da un singolo sfortunato evento.
A volte invece, senza arrivare agli eventi drammatici, è facile incorrere in risultati scadenti o insoddisfacenti. Nella maggior parte dei casi, una delle cause è la scelta del professionista sbagliato. Medici senza preparazione, che millantano titoli e capacità che non hanno e che vi portano in strutture inadeguate e prive dei requisiti sicurezza, pur di mantenere bassi i costi.
I mass media tendono a presentare la chirurgia estetica sempre più come un bene di consumo, e l’intervento chirurgico come un semplice ritocchino, dando l’immagine del chirurgo plastico bottegaio che vende nasi, tette e cosce come fossero scarpe, borse e vestititi alla moda.
Purtroppo, la nostra categoria è infestata da troppi elementi di questo tipo, ma non bisogna fare di ogni erba un fascio: in Italia i professionisti preparati e seri, che hanno a cuore l’interesse dei propri pazienti, ci sono e non sono pochi, anche se circondati da una pletora di cialtroni.
Come scegliere il chirurgo plastico estetico?
In Italia non esiste l’obbligo di possedere una specializzazione (ad eccezione dell’anestesista e del radiologo che effettua radioterapia).
Solo chi ha la specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (oppure chirurgia plastica o plastica e ricostruttiva, prima che uniformassero il titolo) può fregiarsi del titolo di Chirurgo Plastico o Chirurgo Estetico.
Chi non ha questo titolo può legalmente praticare la chirurgia estetica, ma non ha ottenuto il titolo che attesta la preparazione specifica e non può definirsi né chirurgo plastico, né chirurgo estetico. Né più né meno come per definirsi neurochirurgo, ginecologo od ortopedico sia necessario aver conseguito il relativo diploma di specializzazione universitaria.
La specializzazione in chirurgia plastica e l'esperienza
La chirurgia estetica è una branca della chirurgia plastica¸ per cui tale specializzazione è un ottimo punto di partenza, ma è vero anche che ci sono tanti specialisti che dedicano la maggior parte del loro tempo alla chirurgia ricostruttiva in ospedale, e dedicano alla chirurgia estetica solo i ritagli di tempo, a scapito dell’esperienza e dell’aggiornamento specifico Ma c’è anche il medico di mezza età, con l’aria esperta ed autorevole, che sa trattare col paziente, che fino poco prima faceva (o fa tuttora) l’urologo, il cardiologo o il ginecologo e a un certo punto ha trovato conveniente lanciarsi nel campo dell’estetica.
Come verificare i titoli del chirurgo plastico
Quindi l’unico modo è quello di rivolgersi a medici di provata esperienza, magari consigliati da amici di cui possiamo aver apprezzato i risultati ottenuti, di non aver paura di chiedere al professionista i suoi titoli (di solito basta leggere l’intestazione della ricetta: i titoli validi sono quelli preceduti da: specialista in…), oppure ricorrere al valido aiuto di internet.
Sul sito www.fnomceo.it (Federazione Italiana degli ordini dei Medici) si possono trovare tutti i dati salienti: età, anno di laurea ed eventuali specializzazioni.
Aiutano anche i siti www.sicpre.it e www.aicpe.org, che sono le principali società scientifiche del settore: se il medico non fa parte di almeno una di queste società, è probabile che non abbia nemmeno superato questa blanda selezione.
Come scegliere un chirurgo plastico estetico affidabile
Una volta trovato il chirurgo plastico con i titoli in regola (laurea, specializzazione e anni di esperienza) è importante stabilire un feeling con il medico, ottenere tutte le spiegazioni ed i chiarimenti, accertarvi che lui abbia capito il vostro problema ed essere sicuri che voi stessi abbiate capito a che cosa sarete sottoposti; diffidate dalle novità strepitose, facilmente non hanno avuto abbastanza sperimentazione e voi rischiate di essere delle cavie: la buona chirurgia è evoluzione, non rivoluzione.
Non scegliete il chirurgo per il costo basso, perché le strutture valide e sicure costano, come pure è costata soldi e sudore l’esperienza del medico, e chi se l’è faticosamente costruita non la svende, ma ricordate anche che i costi alti non sono necessariamente sinonimo di qualità.
La chirurgia estetica non è una disciplina d’urgenza: fate le vostre indagini, ci vuole un po’ più tempo, ma non è tempo sprecato e può risparmiare un sacco di dispiaceri… e fare ricerche non significa guardare il numero dei like!
Il ruolo del chirurgo plastico estetico nella scelta dell'intervento
Il chirurgo plastico estetico deve essere prima di tutto un medico, il cui compito è curare, curare il disagio psicologico-estetico del suo paziente: l’intervento non è il fine, ma il mezzo per ottenere il risultato, ed il risultato non è semplicemente il miglioramento estetico, perché anche questo non è che un mezzo, cioè il mezzo per risolvere il problema di accettazione di sé del paziente e quindi guarirlo.
Bisogna quindi diffidare da chi è disposto semplicemente a “vendervi” l’intervento che avete richiesto, senza preoccuparsi di indagare a fondo le vostre motivazioni per appurare se il risultato ottenibile sarà in grado di soddisfare le vostre aspettative e di risolvere il problema che vi ha portato alla richiesta d’intervento stesso.
Il consenso informato prima di un intervento di chirurgia estetica
Se non siete più che convinti, consultate un altro specialista. Non accontentatevi di una sola visita prima dell’intervento; è sempre meglio rivedere il chirurgo una seconda volta e chiarire i dubbi che sicuramente sono insorti dopo la prima visita, per quanto sia stata esaustiva.
Diffidate di chi non vi sottopone in questa occasione il consenso informato da sottoscrivere. Dovete avere il tempo di leggerlo e verificare che vi sia la chiara descrizione dell’intervento concordato, delle sue possibili problematiche e dei possibili limiti; deve essere un testo personalizzato, non un semplice modulo prestampato generico: ricordate che il consenso tutela più voi che il chirurgo ed evita spesso spiacevoli equivoci e incomprensioni.
Il giorno dell’intervento i pazienti sono sempre un po’ in ansia e non sono nelle condizioni di capire perfettamente quello che firmano e spesso non leggono nemmeno. Il consenso informato deve essere il riassunto delle informazioni e degli accordi intercorsi tra medico e paziente e la verifica che vi siete realmente capiti.
Conclusioni
Concludendo, la scelta del chirurgo deve essere estremamente oculata, così come la comprensione di ciò che state per intraprendere e del risultato che è ragionevole aspettarsi.

